“Bologna 7” dal ’78 la pagina che animò la cultura della Chiesa
di Antonia Grasselli
Bologna Sette – Avvenire, domenica 21 giugno 2026
“Bologna 7” al suo inizio, il 28 aprile 1978, aveva il sette indicato con la cifra. Esistevano altre pagine diocesane di Avvenire con il sette scritto in lettere, ma noi eravamo una pagina atipica, originale, anche nel titolo. Dal 4 luglio 1982 la pubblicazione fu sospesa per due anni e quando riprese il 30 settembre 1984 il sette in numero fu abbandonato per la parola.
Nel libro “La vita davanti a me” un capitolo racconta questi anni avventurosi, ricchi di vita e pieni di passione, anni in cui qualcosa di nuovo è stato fatto (e scritto) per i cattolici bolognesi. “Bologna 7”, nata per “la formazione e la cultura dei cristiani” (Cardinal Poma) e libera sia da esigenze di cronaca, sia dalla necessità di fornire informazioni di natura pastorale, intese la sua missione di promozione culturale nel senso più ampio, volendo aiutare i cristiani a dare una testimonianza che potesse orientare il cambiamento della società.
In pochi (o pochissimi) abbiamo svolto un lavoro giornalistico davvero imponente: rubriche, che cambiavano rinnovandosi, inchieste, pagine speciali a tema, dibattiti, tavole rotonde, spesso in collaborazione con Radio Emilia Libera. Da non dimenticare le iniziative promosse dal Centro comunicazioni sociali dell’arcidiocesi, a cura del quale la pagina veniva editata.
Eravamo degli operatori culturali a tutto tondo. Questi sono stati anni di rinnovamento, perché animati da grandi speranze. Dopo l’elezione di Papa Giovanni Paolo II nell’ottobre del 1978 e a seguito di avvenimenti fino a poco prima impensabili che vedevano come protagonisti i popoli dei paesi oltrecortina, pareva di essere entrati in una nuova era. Non erano sogni, ma un nuovo orizzonte di senso, che rendeva diverso il nostro impegno a volte poco gratificante in un contesto politico impermeabile e in un ambiente ecclesiale non sempre disponibile.
Non credo di forzare troppo l’interpretazione delle origini di “Bologna 7” affermando che la sua esistenza e i suoi tratti distintivi sono da attribuirsi a due protagonisti della storia ecclesiale non solo bolognese e che in modo diverso ne hanno permesso la formazione: monsignor Salvatore Baviera e don Francesco Ricci (nel libro i profili biografici). Monsignor Baviera, arciprete della collegiata San Biagio di Cento dal 1963, fu delegato per le comunicazioni sociali dal 1979. A don Ricci si deve l’inizio di Comunione e Liberazione nell’università di Bologna e la guida della comunità universitaria nei suoi primi anni (1969/1977). Monsignor Baviera e don Ricci si conobbero a Bologna gli inizi degli anni settanta. Sia Radio Emilia Libera, costituita nel maggio 1977, che “Bologna 7”, videro l’ampio sostegno di giovani di CL. Don Ricci chiamò me a collaborare con monsignor Baviera con l’importante incarico di coordinatrice della redazione della pagina.
Una rete di rapporti si formò col tempo attorno a “Bologna7” grazie al lavoro giornalistico di giovani dilettanti e alle numerose iniziative che venivano promosse. “Bologna 7” non è stata solo una pagina di giornale, ma un soggetto che agiva nella società civile proponendo una visione del mondo per la quale la Chiesa è un essenziale fermento di novità e di bene.
