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L’Europa e gli Altri
per un mondo Plurale

Presentazione

Il mondo plurale è un mondo al plurale, un mondo cioè conosciuto, pensato e vissuta al plurale. È il mondo dei popoli, non il mondo globale. Ma la pluralità non è appena quella dei popoli, delle tradizioni e delle culture o delle visioni del mondo, perché è innanzitutto la caratteristica dell’umano.

La densità di infiniti esseri particolari, così diversi nella loro unicità, è andata in me sempre più sostituendo le definizioni astratte dei nomi collettivi. È stato un percorso che si è sviluppato grazie ad alcuni importanti passaggi che hanno segnato la mia vita personale e professionale.
L’ingresso nel mondo della scuola avvenuto per necessità, quando da giornalista scrivevo sulle pagine di Avvenire e il suo rivelarsi ambito di relazioni vitali. La “scoperta della storia” e della mia passione indagatrice del passato che è anche presente. L’incontro casuale con i Giusti e l’apertura di un nuovo orizzonte di senso. I progetti europei e il sentirsi europei nell’ideazione condivisa di percorsi di studio. Il sostegno a distanza di studenti di scuole africane e insieme ad esso l’apertura di un canale di comunicazione e di confronto. La formazione di una classe multietnica grazie alla presenza di giovani richiedenti asilo e l’inizio di una avventura umana sorprendente che ne ha valicato i confini. La sosta forzata di ogni attività e il ritrovamento della vena narrativa.

Ma al plurale è legata la stessa possibilità della conoscenza. Il pensiero dinamico, che sa flettersi sulle cose e recepirle, che cerca la comprensione del punto di vista altrui, che è attento alle emergenze del reale, si forma attraverso l’ascolto, l’osservazione, il confronto e la condivisione delle esperienze. Di questo pensiero libero, disposto a mettere in discussione i propri presupposti, uscendo così da una pericolosa autoreferenzialità intellettuale, noi oggi abbiamo estremamente bisogno. Esso scaturisce dal riconoscimento della pluralità umana, reso possibile dal ritrovarsi prossimi soprattutto di coloro che sono diversi o lontano da noi. L’ascolto delle loro storie ha il potere di dissolvere le distanze e la condivisione delle nostre di trovare un punto di connessione. E in questo processo, riconoscendo la nostra comune umanità, matura una comprensione molto più ampia, dando al mondo una struttura più profonda.

Gli insegnanti, i giornalisti, i comunicatori – ha detto Colum McCann al Giubileo della Comunicazione del 25 gennaio 2025 – sono in una posizione privilegiata per aiutare a raccontare le storie degli altri. “Sanno che affinché una storia venga raccontata deve prima essere ascoltata con attenzione. E queste storie, insieme alla comprensione che promuovono, possono andare oltre l’aula o la redazione, e attraversare strade, città, paesi, oceani, e raggiungere altri continenti.”
“Raccontare storie è un invito all’azione. Ascoltare storie è una forma di preghiera”

Questo sito documenta la mia attività di pubblicista. Raccoglie articoli, saggi, presentazione di libri e progetti scritti a partire dal 2018, con l’eccezione del Progetto Africa di qualche anno precedente. Nel sito www.storiamemoria.it si trova invece la documentazione dell’attività che ho svolto per l’Accordo di rete “Storia e Memoria” i progetti europei che ho coordinati per il Liceo Fermi di Bologna.